Il Napoli visto a Genova, tra dottor Jekyll e mister Hyde
Il Napoli di ieri a Marassi sembrava uscito dalla penna di Robert Luis Stevenson: Lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hyde. Il primo tempo in campo c’eravamo solo noi, 2 gol di scarto sembravano addirittura pochi. Stavamo col cuore nello zucchero, vincevamo e giocavamo anche bene. All’inizio del secondo tempo è uscito dagli spogliatoi Mister Hyde. Una sofferenza inaspettata. La superiorità tecnica restava evidente, ma il cuore dei genoani era diventato più grosso di quello dei nostri. Tutti noi abbiamo amato il Napoli del primo Mazzarri, dei vari Grava, Campagnaro e Aronica, che spesso metteva sotto con il furore agonistico squadre di due spanne più forti. Il secondo tempo di Genoa- Napoli ha mandato su tutte le furie Conte, conoscendolo avrà cazziato di brutto i giocatori nello spogliatoio. Nella conferenza stampa ha dovuto necessariamente contenersi, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro. Mai più un comportamento così supponente prima, impaurito poi. L’arrivo di Conte a Napoli ha diviso la tifoseria, quelli entusiasti (un murale addirittura), quelli che lo ritenevano un male necessario, quelli che volevano un allenatore più moderno. Anche chi avrebbe preferito un allenatore della scuola “giochisti”, non può non apprezzare l’efficacia del lavoro del tecnico leccese. Sta facendo quello che era stato chiamato a fare: rimettere in carreggiata la squadra dopo un’annata allo sbando, recuperare giocatori in crisi d’identità, riportare il Napoli in alto. Ci sta riuscendo, diamogli fiducia.









