Napoli contro tutto: sogno scudetto, sistema e orgoglio azzurro
Questo campionato era iniziato sotto i migliori auspici, i tifosi partenopei e tutti gli addetti ai lavori, anche di fede avversa, consideravano il Napoli, se non in pole position, almeno in prima fila con l’Inter.
La sequenza inverosimile di infortuni gravi ha già indotto da tempo i più razionali tra noi ad abbandonare il sogno del terzo scudetto in 4 anni e a sperare in un comunque positivo piazzamento Champions, positivo soprattutto per l’imprevedibile depauperamento della rosa iniziale.
L’Inter è forte, molto più forte di QUESTO Napoli. Probabilmente era più forte anche del Napoli al completo, rispetto all’anno scorso ha 4 attaccanti quasi intercambiabili più, ahinoi, il vero Zielinski. Ma anche in queste disastrate condizioni, a due terzi di campionato siamo ancora tra le prime 4.
Quello che non potevamo prevedere è la cattiveria con cui il sistema cerca di affossare la squadra che ha avuto l’ardire di vincere e rivincere sfidando l’ordine costituito. I greci chiamavano hybris il comportamento dell’uomo che infrangeva i limiti imposti dagli dei. L’Olimpo del calcio italiano è sull’asse Milano-Torino.
Non è più tollerabile che il Napoli vinca, e addirittura con i conti in ordine. Come si permette? E’ un oltraggio! Noi campiamo benissimo pieni di debiti e continuiamo a farne altri per coprire quelli precedenti. E allora è inevitabile la nemesis, come sempre i greci chiamavano la punizione divina inflitta a chi osava sfidare gli dei.
Inter e Milan sono già al sicuro, se la Juve non ce la fa sul campo, il sistema l’aiuterà a entrare tra le prime 4, è troppo indebitata per rischiare di perdere le decine di milioni del piazzamento Champions.
E’ già successo, l’ha ricordato anche Marotta che, per difendere l’indecente Bastoni, ha citato il famoso tuffo di Cuadrado in Juve-Inter 2021:
“La Juve ottenne la qualificazione Champions e la bellezza di 60-70 milioni di euro”.
Noi napoletani non dimentichiamo a chi furono rubati quei 60/70 milioni. E non dimentichiamo neanche quello che un paio d’anni fa sentenziò Gravina, presidente della FIGC:
“La Juventus è un brand straordinario che va tutelato”.
La Roma ce la può fare con le sue forze, ma è pure lei piena di debiti, quindi rientra in pieno nei canoni imposti dal sistema che, ispirato dalla neolingua di Orwell, si è inventato la neocontabilità.
A gennaio una norma inserita in corso d’opera ha impedito alla società con la maggiore liquidità finanziaria di fare mercato. 15 delle altre 19 società hanno riconosciuto che la norma andava cambiata.
Le 4 che si sono opposte, Juve, Inter, Milan, Roma, sono le più indebitate nonchè dirette concorrenti del Napoli per uno dei posti Champions. Ha stupito tutti il silenzio societario di questi mesi compresi tra il 25/10/2025, giorno del j’accuse di Marotta dopo Napoli-Inter, e il 22/2/2026, giorno di Atalanta-Napoli. Nel frattempo non ci sono stati fischiati più rigori a favore e ne abbiamo subiti di inesistenti anche con le regole assurde del calcio moderno.
Poi c’è stato il rigorino su Vergara a Genoa, lo step on foot che a seconda di chi ne beneficia è netto o merita levata di scudi a reti unificate. Abbiamo dovuto aspettare le ennesime sconcezze di ieri perchè un rappresentante della società protestasse. Vedremo che effetto sortirà, non siamo particolarmente ottimisti su un cambio di rotta.
Quello che ci fa continuare a essere fiduciosi è la capacità della squadra di tener duro nonostante tutto. Decimata, stanca, vessata da arbitri e var, continua a lottare e restare competitiva. Ieri con l’ennesima formazione rabberciata, ha tenuto testa a un’ottima Atalanta.
Già in vantaggio di un gol, prima ci è stato tolto dal VAR un rigorino concesso dall’arbitro e poi annullato il gol del 2-0 per un fallo che l’arbitro ha visto in sogno e al VAR pareva brutto svegliarlo. Restano 12 partite, questi ragazzi combatteranno fino alla fine e noi con loro. Oggi più di sempre, Forza Napoli. Contro tutti quanti, come disse Diego 40 anni fa.
Di Gianfranco Ambrosio











