Tra VAR, rigori e silenzi: il sospetto che divide la Serie A
Il 9 febbraio avevamo scritto questo post. L’intenzione non era di contestare o difendere le decisioni di arbitro e VAR di Genoa-Napoli. Alcuni commentatori, tifosi del Genoa, hanno accusato Vergara di essere un simulatore e Meret di essere un pollo.
Uno in particolare ha scritto che il post era fasullo come chi l’ha scritto. Non era mia intenzione parlare dei singoli episodi. Se interessa saperlo, per me c’era ammonizione per simulazione di Vitinha e quello su Vergara non era rigore. E’ un parere, vale né più né meno dei vostri. Ma spesso chi prova a indicare la luna si sorprende che gli altri guardano il dito.
Noi tifosi di calcio, invece di fare fronte comune contro il sistema arbitrale e l’utilizzo assurdo del VAR, ci comportiamo come i capponi di Renzo che si beccavano tra di loro pur essendo accomunati nello stesso triste destino. Litighiamo strepitando per torti subiti o per favori ad altri accordati, e settimana dopo settimana recitiamo l’una o l’altra parte, comunque attenti a vedere pagliuzze e sminuire travi.
Il VAR che dovrebbe intervenire solo per “chiaro ed evidente errore” spesso analizza episodi fotogramma per fotogramma per scovare minuzie o al contrario tace in presenza di falli macroscopici. Piuttosto che questo utilizzo del VAR, preferirei si facesse un passo indietro e lo si limitasse al fuorigioco semiautomatico o al gol non gol. Questo per quanto riguarda i danni che il sistema calcio arreca a tutti.
Poi c’è la parte che riguarda il Napoli in particolare, e posso capire che chi non è nato in questa parte d’Italia liquidi certi argomenti come vittimismo e dietrologia. Ma noi abbiamo molte cicatrici che si riaprono ogni qualvolta i potenti scendono in campo schierando le armate mediatiche e istituzionali che controllano. Dopo Napoli-Inter di ottobre scorso, ci fu la celebre intemerata di Marotta per il rigore concesso al Napoli: il rigore è inesistente e ha indirizzato la partita. Da allora per mesi non abbiamo più avuto un rigore, nemmeno quando Bremer cercò di strangolare Hojlund in Juve-Napoli, ci sono stati fischiati rigori contro inverosimili, annullato un gol ad Hojlund per un fallo di mano che nessuna immagine ha potuto dimostrare. Fuori dal terreno di gioco, la Lega Calcio ha introdotto in corso d’opera una regola che ha di fatto bloccato il mercato di gennaio al Napoli, la società che ha le più grandi riserve di liquidità (174 milioni al 30/6/2025) mentre le società più indebitate, Juve, Inter, Roma e Milan, hanno potuto fare mercato.
E quando il Napoli ha protestato, 15 società di Serie A gli hanno dato ragione. Volete sapere quali sono le 4 che si sono opposte? Juve, Inter, Roma e Milan, le più indebitate nonchè nostre concorrenti dirette a un posto Champions. Non bisogna essere docenti di matematica per sapere che 2+2 fa 4. Quando vediamo ripartire gli attacchi contro il Napoli a reti unificate da parte di arbitri, giornalisti, allenatori, tutti insieme appassionatamente, diventiamo particolarmente sensibili. E cominciamo a pensar male, come suggeriva Andreotti. Voi dite che è stato un caso la mancata espulsione di Ramon in Napoli-Como ieri sera? Permetteteci di avere qualche dubbio.
Di Gianfranco Ambrosio










