Il Napoli si ferma in casa, dopo una striscia importante di vittorie
Dopo una lunga striscia di vittorie, con scalpi importanti – Fiorentina e Atalanta in trasferta, Juve in casa – il Napoli ha rallentato a Roma domenica scorsa. La partita di ieri sera con l’Udinese doveva servire anche a fugare i timori di un calo della squadra, e invece li ha aumentati. Se la Roma aveva pareggiato solo nel recupero, i friulani ci hanno raggiunto dopo pochi minuti. In entrambe le partite i gol degli avversari sono stati agevolati da pasticci difensivi, ma le similitudini finiscono qui. La Roma aveva prodotto poco più che confusionari attacchi, con un paio di pericoli da calcio piazzato, l’Udinese è venuta a giocarci in faccia per tutta la partita. Dopo un primo tempo con occasioni da una parte e dall’altra, si sperava che i friulani calassero nel secondo. Tutt’altro, hanno continuato a giocare con sicurezza e vigore. Che fosse una squadra fisicamente forte lo aveva già dimostrato, specialmente nella partita con l’Atalanta, squadra che con Gasperini fa dell’aggressività il suo marchio di fabbrica. Ma che venisse al Maradona a giocare con tale padronanza contro la capolista è stato sorprendente. Resta da capire quanto l’abbia aiutata la condizione di forma del Napoli. In tutti i dibattiti gli azzurri vengono accreditati di chance di vittoria finale perché possono dedicarsi solo al campionato. È vero che il maggior numero di partite procura stress psicofisico e più probabilità di infortuni. Ma è vero anche che le nostre contendenti hanno una rosa molto più profonda, dovendo appunto cimentarsi in più competizioni. Gli infortuni di Buongiorno e Olivera e la cessione di Kvara, hanno indebolito notevolmente la squadra nel suo insieme e la fascia sinistra in particolare. E se Juan Jesus, Spinazzola e Neres hanno avuto un rendimento più che adeguato, non altrettanto si può dire di Mazzocchi. Gli vogliamo tutti bene perché generoso, napoletano e tifoso, ma non basta per essere titolare in una squadra con ambizioni di primato. Anche i compagni danno l’impressione di valutare tutte le possibili alternative prima di dare la palla a lui. Ieri lo ha fatto clamorosamente Lobotka non appoggiando a Pasquale un pallone facile facile con almeno 10 metri di campo libero sul lato corto dell’area. Ma lui abbiamo e lui dobbiamo sostenere, non serve crocifiggerlo sui media. Agli attuali giocatori del Napoli ricordo il comportamento del nostro D10S, che non ha mai rimproverato il compagno per un errore tecnico, sempre incoraggiandolo a fare meglio. In una serata non esaltante, mi piace sottolineare una volta ancora il sostegno dei tifosi, loro vincono sempre. 50.000 cuori azzurri e un cuoricino, quello del mio compagno di curva Pierluigi, 7 anni, a cui ho regalato la sciarpa di Milano Azzurra. Di padre in figlio. #FNS.
Di Gianfranco Ambrosio










