Calciomercato terminato: Napoli indebolito
Ieri sera alle 20 si è chiuso il calciomercato. De Laurentiis era stato chiaro: Prima vendere poi comprare.
I bilanci in rosso per i mancati introiti delle coppe europee dopo lo sciagurato decimo posto 2024 e gli onerosi investimenti per staff tecnico e giocatori nel biennio Conte, lasciavano pochi dubbi sulla veridicità delle affermazioni di AdL, rilasciate già a fine campionato. E invece la piazza ha cullato fantasiose certezze. “Arriverà Rabiot, è un uomo di Allegri”. “Gila è già nostro, manca solo la firma” e a seguire lo stillicidio di nomi accostati al Napoli per tutta l’estate e puntualmente evaporati, da Gabriel Jesus a Guiu, da Vicario a Tiago Gabriel e per finire Woltemade. Eravamo stati tra i pochi a prendere sul serio le parole De Laurentiis, a inizio luglio scrivevamo
Dimentichiamoci del presidente simil sceicco che l’anno scorso non badò a spese per arrivare a Dimaro con un pullman di nuovi calciatori. Quest’anno alle spese ci baderà eccome. Totò contro Maciste, il Napoli contro tutti .
Quello che non ci aspettavamo è che dal calciomercato sarebbe uscita una squadra addirittura indebolita.
Era obiettivamente complicato piazzare giocatori strapagati che poco avevano fatto sia a Napoli che nei prestiti invernali. E’ stato altrettanto difficile trovare squadre per il numero sterminato di acquisti infelici rientrati dai prestiti.
Chi parte, chi arriva e chi resta.
E’ stato ceduto Gutierrez per fare cassa, ma quei soldi in cassa sono rimasti. Addio a Juan Jesus, di cui rimpiangeremo l’importanza sia in campo che nello spogliatoio. Addio a Mazzocchi, emozionalmente il più doloroso perchè è stato uno di noi in campo, e che ha pure incrementato i guadagni da merchandising della Famiglia con il suo Mc Fratm. Addio al poliedrico Elmas, perdita sottovalutata dai più, che ha cambiato più vesti di Arturo Brachetti. Sono arrivati dal Catanzaro un ragazzo di belle speranze e dal Chelsea una promessa al momento incompiuta per i troppi infortuni.
Difficile credere all’altra affermazione estiva del Presidente “Abbiamo una squadra competitiva”.
Molti giocatori ultratrentenni che vengono da 2 annate stressanti fisicamente e mentalmente, stanno solo tirando il fiato o l’hanno esaurito? Allegri saprà motivare Lucca e Lang offerti a destra e a manca per tutta l’estate? Poi ci sono le incognite di tutti gli uomini in rosa che hanno uno storico infortuni poco rassicurante. AdL capirà che con questi chiari di luna l’ultima cosa da fare è mettersi di nuovo contro le curve, quelli che ci sono sempre comunque vada? Nei prossimi 10 giorni ci aspettano 2 partite proibitive, sabato l’Inter a San Siro, mercoledì esordio in Champions al Maradona con l’Arsenal, e domenica 12 la partita con il Bologna da vincere a tutti i costi. E’ indispensabile ricompattarsi, con Inter e Arsenal si può perdere, è probabile che si perda. E’ importante il come. L’ambiente reggerebbe anche a 2 sconfitte dopo aver combattuto, di sicuro non a una disfatta per mancanza di orgoglio e coraggio. Avanti Napoli.










