Il Napoli della nuova coppia De Laurentiis-Allegri tra ottimismo e timori
De Laurentiis: il Napoli 2026/27 è una squadra competitiva!
E’ un’affermazione realistica o il presidente è eccessivamente ottimista? Dipende per quali obiettivi si ritiene questa squadra competitiva.
Sulla carta la strategia delle ultime campagne acquisti aveva una sua ratio: gli uomini che hanno rappresentato la colonna portante dei successi recenti dovranno prima o poi essere sostituiti, quindi puntiamo su giocatori già formati integrandoli con scommesse giovani.
A Meret, 29 anni, portiere bravo tra i pali ma con l’handicap grave di non saper usare i piedi, è stato affiancato Milinkovic Savic, coetaneo con caratteristiche esattamente opposte. Non è stato un upgrade, al momento Allegri considera titolare Meret. Per la difesa sono arrivati prima Buongiorno poi Beukema, entrambi 27enni, Rafa Marin, 24 anni, Gutierrez, 26 anni, subito ceduto per fare cassa, e i 22enni Marianucci e Favasuli. L’impatto di Buongiorno è stato travolgente, venuto meno lo strapotere fisico per una incredibile sequela di infortuni, si sono evidenziate lacune tecniche che ci sono costati parecchi punti. Beukema si è visto poco, abbiamo scoperto questa estate che ha una patologia cronica al tendine di Achille. Rafa Marin non ha mai convinto Conte, quest’anno 3 su 3 da titolare, ma non sembra al momento uno che possa raccogliere l’eredità di Rrahmani. Marianucci era stato anche lui accantonato da Conte, quest’anno aveva fatto un buon precampionato, un infortunio in amichevole l’ha fermato per almeno 2 mesi. Non abbiamo ancora visto Favasuli, aspettiamo fiduciosi. Per il centrocampo sono arrivati Gilmour, 25 anni, anche lui fermato da un lungo infortunio, avrebbe dovuto far rifiatare Lobotka, Folorunsho, potenziale alter ego di Anguissa, prestato a più squadre senza lasciare traccia di sè, De Bruyne, top centrocampista a parametro zero con alto ingaggio, storico recente di infortuni muscolari gravi al City e nuovo strappo al bicipite femorale l’annata scorsa. Mc Tominay, 30 anni a dicembre, fermo non si sa fino a quando per problemi cardiaci, è stato l’unico vero colpo che ha portato risultati e probabile prossima plusvalenza, come era stato per Kim, Osimhen, Kvara e Fabian Ruiz. In attacco sono arrivati negli anni scorsi uomini che hanno contribuito alla causa da coprotagonisti, come Raspadori e Simeone, uno con il potenziale da grande come Neres, 29 anni, che ha confermato anche a Napoli la fragilità che lo ha accompagnato per tutta la carriera, e un costoso protagonista come Lukaku, fermato anche lui da un lungo infortunio dopo essere stato decisivo per il 4°scudetto. Ceduti i primi 2 sono arrivati Noa Lang che Conte ha lasciato andare per Alisson, e Lucca che avrebbe dovuto crescere dietro Romelu, il cui prolungato fermo ha spinto la società a investire pesantemente per Hojlund, con risultati buoni e, si spera, sempre migliori. Insieme a questi sono arrivati giocatori a cui sono stati fatti lunghi contratti e che ogni anno prestiamo in giro per l’Italia e l’Europa (Ngonge, Cajuste, Lindstrom) o che abbiamo dovuto svendere ( Cheddira e Zerbin).
Il succo di queste operazioni di mercato è che solo Mc Tominay, Hojlund e in parte Alisson sono stati in grado di guadagnarsi la titolarità, degli altri nessuno è stato capace almeno di non far rimpiangere quelli che andavano occasionalmente a sostituire. L’ultimo mercato è stato condizionato dal diktat Prima vendere, poi comprare: Manna non è riuscito a trovare un Decio Cavallo che comprasse Lucca e Lang.
Questa squadra che ci dicono competitiva è piena di ultratrentenni, una vena aurifera in via di esaurimento, l’oro che ancora aveva da dare l’ha tirato fuori Conte scavando nei più profondi recessi. Il presidente e l’allenatore non possono per ovvi motivi dichiarare che quest’anno dobbiamo mettere da parte ambizioni da primato, ma sarebbe probabilmente molto meglio un’operazione di verità. Ci sono molte squadre che hanno un organico meglio assemblato del nostro, dovremo augurarci che la dea bendata smetta di accanirsi contro di noi, che l’acerbo Favasuli si riveli un grande acquisto, che il terribile Badiashile visto a San Siro si dimostri giocatore di calcio, che Neres torni quello che incantava prima dell’infortunio, che Anguissa sia integro e voglioso di restare, che Mc Tominay guarisca presto e che resti almeno fino a giugno prossimo, che Spinazzola smentisca il suo tragico storico infortunistico, che Lucca e Lang facciano un bagno di umiltà e diano quello che hanno, che è molto meno di quello che pensano. Sono troppe le incognite per affermare che il Napoli di quest’anno sia una squadra competitiva, non siamo forti come nelle ultime stagioni, facciamocene una ragione e accettiamo di ridimensionare le nostre aspettative. Avanti Napoli, spalla a spalla. Dovessero allinearsi i pianeti, sarà ancora più bello festeggiare.

Quando eravamo Re










