Napoli – Roma: i partenopei non mollano e tengono a distanza giallorossi e bianconeri
Si può essere felici anche dopo un pareggio in casa. È accaduto ieri sera. Affrontavamo una squadra forte, incerottati come da mesi accade. Quello che stavamo provando uscendo dal Maradona, era già stato magnificamente sintetizzato nello striscione apparso in curva B prima della partita: non sappiamo quale sarà il nostro destino ma fino alla fine vi saremo vicino nonostante le tante difficoltà state onorando maglia e città. Messaggio molto apprezzato anche da Conte che ha voluto ringraziare i tifosi nelle dichiarazioni post partita. Nella stessa intervista ha fatto i complimenti a Giovane e Allison, sottolineandone l’umiltà e la voglia di mettersi a disposizione senza spocchia. Al rapper olandese e al perticone che cita il Vangelo saranno fischiate le orecchie. Ogni allenatore, e Conte più di tutti, vorrebbe giocatori per i quali il pronome noi è più importante di io. Con questo spirito si possono affrontare battaglie sulla carta impari e a volte vincere, o non perdere come ieri, sapendo che anche si perdesse la squadra uscirebbe comunque tra gli applausi della sua gente. Il Napoli di Conte ricorda Vito Antuonfermo, capace di costringere al pari Marvin Hagler, uno dei più grandi pugili della storia. Il viso ridotto a una maschera di sangue, Vito sarebbe morto piuttosto che arrendersi. Ci vollero 70 punti di sutura per ricucirlo dopo quell’incontro. Il Napoli ai nastri di partenza, campione in carica, con l’innesto in rosa di altri buoni giocatori, sembrava destinato a un’altra annata vincente. Questo Napoli, ridotto a brandelli come la faccia di Antuofermo, resta in piedi e non scende dal ring. Non vinceremo lo scudetto, riuscissimo in queste condizioni a piazzarci tra le prime quattro, sarebbe comunque un’impresa eccezionale. L’Inter è forte sul campo e fuori, il Milan di Allegri da mesi è imbattuto, la nuova Juve di Spalletti tiene botta nonostante i poteri extracampo sembrano aver traslocato altrove, abbiamo appena saggiato la forza della Roma di Gasperini e Malen. Il Napoli l’ha rimontata 2 volte e dopo il secondo pareggio anche provato a vincere trascinata dalla gradinata. Ieri sera abbiamo fatto una nuova scoperta, l’arbitro Andrea Colombo è induista. Non ha osato punire Ndicka in versione dea Kali, avvinghiato a Hojlund per l’intera partita. C’erano gli estremi di una denuncia per violenza sessuale, nemmeno ammonito. Piove sul bagnato, abbiamo di nuovo perso Rrahmani, non sappiamo per quanto tempo. Ma si è rivisto Gilmour e i due ragazzi brasiliani arrivati a gennaio hanno dimostrato di poter dare una grossa mano tecnicamente e caratterialmente. Continueremo a lottare tutti insieme, squadra e tifosi. Domenica c’è l’Atalanta in trasferta, dimostreremo ai bergamaschi che anche Napule mola mia.











