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Il Napoli ha raggiunto l’obiettivo, abbiamo tirato ‘a funa ‘nterra!

Il Napoli ha raggiunto l’obiettivo, abbiamo tirato ‘a funa ‘nterra e la qualificazione all’Europa che conta è finalmente matematica. Ai nastri di partenza le aspettative erano sicuramente più ambiziose, il campo ha dimostrato che molti degli acquisti estivi non sono stati azzeccati, in un range che va dal pacco clamoroso allo strapagato. Aggiungiamoci un numero record di infortuni che ha messo fuori uso per mesi i leader certi Lukaku, De Bruyne, Anguissa, Rrahmani, Di Lorenzo, più Neres, un angelo caduto in volo nel momento più alto della sua carriera, e Vergara, il cherubino che ci stava facendo innamorare. Tanti condannano Conte incolpando il salentino degli infortuni o al massimo riducendoli a attenuanti generiche. E invece merita l’assoluzione con formula piena e il riconoscimento di aver raggiunto il traguardo massimo possibile nella situazione di fatto, riciclando pezzi o adattandoli a un uso diverso come gli artigiani di un tempo. Anche ieri ha assemblato una squadra che può aver fatto storcere il muso, schierando Beukema in difesa e avanzando Di Lorenzo nella zona di competenza dello squalificato Napolitano. Il Pisa non era certo un avversario temibile, ma per chi ha vissuto Napoli-Perugia nel 1981 un po’ di trepidazione c’è sempre. Partita che sembrava messa rapidamente in ghiaccio con l’uno-due di Scott e Amir, non sono mancati un paio di brividi, favoriti da rimbalzi sghembi su un campo con l’alopecia. Ci ha pensato Meret a coprire le zelle, un’uscita a valanga e un balzo sotto l’incrocio hanno ricordato agli smemorati che il portiere più titolato nella storia del Napoli non avrà i piedi fatati, ma tra i pali ha pochi rivali. Secondo tempo soporifero, con la soddisfazione del ritorno al gol di Hojlund, premio meritato per il danesone che ha passato un campionato a dare e soprattutto prendere mazzate. Le dichiarazioni post partita di Conte sembrano i titoli di coda di un rapporto che almeno sul piano dei risultati dovrebbe tacitare anche i critici più feroci. In 2 anni, uno scudetto, una supercoppa, un probabile secondo posto, salvo sconquassi. Con l’Udinese sarà l’ultima di campionato, l’ultima con il tricolore sul petto. Onoriamolo, l’anatema di altri 33 anni di attesa si è dimostrato una fetecchia l’anno scorso. Non è un addio, ma un arrivederci a presto. Forza Napoli Sempre.

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