M’arricord – Quando Diego stupì tutto il mondo con l’aiuto di Dio
Si stanno svolgendo i mondiali di calcio tra Messico, Canada e Stati Uniti. Per la terza volta consecutiva l’Italia non si è qualificata. Un autentico scuorno per una nazione che ha vinto 4 coppe del mondo. 2 di queste gli italiani meno giovani le hanno potuto festeggiare, quella del 1982 in Spagna e quella del 2006 in Germania.
Noi napoletani siamo stati più fortunati, perchè abbiamo potuto gioire 3 volte. Nel 1986 l’Argentina ha vinto in Messico, trascinata dal nostro figlio e fratello Diego. A ogni partita di quel mondiale assistevamo allo stesso copione, 10 giocatori che cercavano di passare al più presto la palla a Maradona, che fosse libero o circondato da avversari, era comunque la prima opzione. Diego aveva preparato quel torneo in maniera monastica, si era persino portato da Napoli l’uomo che da 2 anni si prendeva cura dei suoi preziosissimi muscoli, Salvatore Carmando.
Esattamente 40 anni fa, il 22 giugno 1986, si giocò il quarto di finale tra Argentina e Inghilterra. Non fu solo una partita di calcio, nell’estate del 1982 l’Inghilterra della Tatcher aveva fatto strame di giovani argentini mandati a morire dai militari golpisti che rivendicavano la proprietà delle Malvinas, Falkland per gli inglesi. Diego Armando Maradona indossò la camiseta albiceleste come l’armatura di un eroe omerico, prima beffò Shilton con l’astuzia di Ulisse e poi sbaragliò l’intero esercito inglese emulando il piè veloce Achille. Il gol del secolo, descritto da Victor Hugo Morales come 3000 anni prima l’aedo greco aveva cantato la presa di Troia. Il barrilete cosmico, gli ultimi passi scanditi da ta-ta-ta-ta.
Poi ci sarebbe stata la semifinale con il Belgio, altri 2 gol capolavoro di Diego, e la finale con la Germania, decisa nei supplementari da un suo passaggio illuminato per Burruchaga. Mai prima di allora, e probabilmente mai capiterà nella storia, un mondiale fu così indiscutibilmente dominato da un uomo solo.
I ragazzi italiani nati negli anni 10 di questo secolo non hanno mai visto l’Italia ai mondiali, si scelgono una nazionale per cui tifare tra quelle che schierano giocatori della propria squadra di club. E poi ci sono piccole cose che ti danno una conferma di quanto Diego non appartenga al calcio ma sia venuto da un altro pianeta, per dirla con Morales.
Oggi alle 12 Matteo, il figlio del mio barbiere milanese, a 40 anni esatti dal gol del secolo, ha fatto l’esame orale di terza media. E’ interista, come il suo papà. Nè i genitori nè i nonni sono napoletani. Ha portato una tesina su Maradona. Hai già vinto, Matteo, il massimo dei voti te lo diamo noi e tutti quelli che amano il calcio.
di Gianfranco Ambrosio











