Roma-Napoli di Milano Azzurra e I Rokes
Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere, come vuoi e quando vuoi. Il derby preserale di Milano ci aveva fatto sperare di allungare sull’Inter, che era riuscita a limitare i danni solo nei minuti di recupero. La partita era stata ben approcciata dagli azzurri, che hanno chiuso il primo tempo in vantaggio di un gol, peraltro bellissimo, sull’asse Juan Jesus-Spinazzola, rottamati dalla Roma e resuscitati dal Napoli di Conte.
A fronte di una sola opportunità concessa ai giallorossi, colpo di testa di Ndicka ben parato da Meret, il Napoli ha avuto occasioni nitide con Lukaku, tiro strozzato uscito di poco, e con Mc Tominay, che ha fallito il rigore in movimento apparecchiatogli dal belga, appoggiando tra le braccia del portiere.
E a proposito di rigori, l’ineffabile Fabbri non ne ha concesso 2 per falli evidenti, il primo su Politano, agganciato in area da Pisilli in ritardo, con la beffa dell’ammonizione per simulazione; il secondo sullo scozzese, abbattuto in area da Konè con un doppio colpo, ancata sulla coscia sinistra e spinta alle spalle. Al VAR e all’AVAR c’erano Meraviglia e Abisso. Nomen omen, all’altezza dei Guardalavecchia e Colabona, La Trippa e Posalaquaglia. Con la differenza che Totò e Peppino ci facevano ridere, questi 2 meritavano i paccheri.
La rabbia per le sviste arbitrali era contenuta perchè anche nel secondo tempo la partita sembrava sotto controllo. Ma quando hai un solo gol di vantaggio e non riesci o ti viene impedito il raddoppio, una scalata sbagliata, quella che ha portato al cross in libertà di Saelemakers, o la errata lettura di Mazzocchi, che si è fatto attrarre dal pallone lasciando libero di calciare Angelino alle sue spalle, possono essere fatali. I minuti di recupero di Milano e Roma ci hanno sottratto 3 punti pesanti, in cauda venenum.
Questo lunghissimo mercato invernale ci ha fatto perdere un giocatore importante e finora non abbiamo almeno completato una rosa che sembrava insufficiente a prescindere dalla partita di ieri. Giusto per capirci, sulla panchina della Roma, che lotta al massimo per l’Europa minore, c’erano 3 campioni del mondo. A mezzanotte di oggi si chiude il mercato, vedremo se AdL vuole essere il Gollum de Il Signore degli Anelli che difende il suo tesoooro o il presidente lungimirante che mette mano alla tasca per aumentare le chances di competere per lo scudetto.










