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Daspo a Criscitiello, moralista anti-napoletano della tv e recidivo degli insulti agli arbitri

Nuova clamorosa bufera intorno a Michele Criscitiello, il giornalista irpino noto per le sue trasmissioni a Sportitalia di cui da collaboratore è divenuto negli anni “direttore megagalattico“. E’ stato colpito da un Daspo di 7 mesi in seguito ai fattacci della partita tra Folgore Caratese e Club Milano allo stadio 25 aprile di Carate Brianza.

Criscitiello è da anni il presidente della compagine brianzola. Il Giudice Sportivo ha punito severamente le presunte gravi condotte di alcuni dirigenti nei confronti dell’arbitro, il signor Wael Abu Ruqa della sezione di Roma. Il campo della Folgore è stato squalificato per due giornate e tra le motivazioni ci sono anche una rissa, insulti razzisti ad un calciatore avversario e l’acqua calda tolta volontariamente dagli spogliatoi.
Ma la sanzione più importante riguarda proprio Criscitiello che è stato daspato fino al 30 giugno 2025 e squalificato fino al 30 giugno 2026. Secondo quanto refertato, il 41enne giornalista irpino avrebbe inseguito l’arbitro al termine del primo tempo tentando di farlo cadere e rivolgendo espressioni intimidatorie. Nel corso del secondo tempo lo avrebbe poi insultato con frasi discriminatorie a sfondo razziale e avrebbe fatto lo stesso con due calciatori avversari, sputando poi contro gli stessi e – sempre secondo il referto – contribuendo a scatenare una violenta rissa poi sedata dalle forze dell’ordine (qui il comunicato integrale del Giudice della Lega Dilettanti).

Criscitiello ha subito replicato in modo ambiguo sui social definendo tutto falso e facendo intendere che si tratti di una vendetta del “Palazzo”. Purtroppo non vi sarebbero immagini che testimoniano l’accaduto. Fermo restando che a tutti è concessa facoltà di replica, così come di appellarsi ai successivi gradi di giudizio, Criscitiello è recidivo: nel novembre del 2018 fu squalificato per un mese per aver aggredito un dirigente avversario da cui era stato offeso; in quel caso si era detto non pentito della reazione e aveva ritenuto giusta la squalifica.
Ma non è l’unico episodio: nel marzo 2021 Criscitiello era stato squalificato per 14 mesi per insulti all’arbitro Di Loreto di Terni durante un’altra partita della Folgore; al termine della stessa, con le forze dell’ordine che avevano scortato il direttore di gara, aveva tentato di aggredirlo nell’auto – sempre secondo il referto – ferendolo ad un braccio mentre lo filmava con il telefono.

Ma sono tanti gli episodi discutibili che hanno caratterizzato la carriera del personaggio Criscitiello, definito “Piscitiello” dai suoi denigratori. Al di là dei comportamenti arroganti in tv, a volte è andato ben oltre come in estate quando aveva chiamato “ebete” un tifoso del Napoli durante una telefonata in diretta. Celebre poi il brindisi con il suo sottoposto e sodale Tancredi Palmeri dopo la mancata cessione di Osimhen da parte del Napoli; poi De Laurentiis e il procuratore Calenda avrebbero spedito il calciatore in Turchia liberandosi dell’oneroso ingaggio scatenando le tante ironie nei confronti del discusso giornalista.

Numerose le sue figure barbine proprio intorno ai fatti del Napoli: aveva pronosticato Conte al Milan, aveva detto che la partita Di Lorenzo era chiusa e che con la maglia azzurra non avrebbe più potuto giocare. In tutte queste vicende – secondo gli attenti osservatori – sarebbe venuta fuori una anti-napoletanità frutto probabilmente di frustrazioni territoriali e di una malcelata fede juventina.

In attesa dei successivi gradi di giudizio, Criscitiello resta daspato e inibito. Non potrà più assistere ad eventi sportivi e su questo si chiede la massima vigilanza affinché non accada quel che spesso accade in tema di “figli e figliastri”. L’utilizzo del Daspo resta una materia discutibile e discussa, ma deve ovviamente valere per tutti e in tutti i sensi.

E sulla vicenda dovrebbe muoversi anche l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia presso il quale è iscritto.

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