Lo riconoscete? Lui si è riconosciuto in una vecchia, mitica, storica foto del 6 gennaio 1986. Ritrae una persona che sul campo del Sinigaglia di Como consegna una targa commemorativa a Diego Armando Maradona.

A 37 anni di distanza Salvatore Cudazzo racconta quella giornata ancora con grande emozione. E rivela pure un divertente aneddoto: “Nel mondo del tifo mi conoscevano tutti e quindi vedendomi in campo a due passi da Diego iniziarono a intonare il mio nome. Salvatore Bagni, mio omonimo, credeva che quegli incitamenti fossero per lui e alzò le mani per rispondere. Comunque se li meritava anche lui per quello che ha dato al Napoli”.

Cudazzo, originario di Napoli ma dal 1973 in Lombardia per lavoro, ha partecipato recentemente ad un evento organizzato da “Milano Azzurra”. Ha così voluto fornire sulla sua testimonianza su quei tempi che non torneranno più, non solo in campo ma anche sugli spalti.

In campo finirà 1-1 con gol comasco dello sfortunato Borgonovo, favorito da una amnesia di Eraldo Pecci e da una deviazione di Renica, e pareggio su rigore propiziato e trasformato da Maradona. Nelle immagini dell’epoca, rinvenibili su Youtube (https://www.youtube.com/watch?v=MRAW5O8CNIs), si vede in bella mostra lo striscione di “Milano Azzurra” nella curva occupata dai numerosissimi napoletani presenti.

La squadra di Bianchi arriverà terza in una stagione che terminerà con il Mondiale in Messico, quello reso celebre dalla vittoria dell’Argentina trascinata dal Pibe de Oro. Un anno dopo, nel giorno della conquista dello storico Scudetto, l’allenatore spiegherà che quel trionfo era stato costruito a partire proprio dalla stagione 85/86, quella dei rinforzi di lusso: Bruno Giordano, Claudio Garella e Sandro Renica. L’anno dopo arriveranno De Napoli, Volpecina e a campionato iniziato Ciccio Romano.

 

 

 

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