Per chi non ci conosce, sembrerebbe fatto apposta che il nuovo sito di Milano Azzurra 1984, parta proprio l'ultimo giorno di questo amaro 2020. Un anno che ha spazzato via tante delle nostre certezze ed ha saputo regalarci più dispiaceri che gioie.

Nonostante, però, la data sia causale, il nostro auspicio è che, simbolicamente, rappresenti un nuovo inizio per tutti. Pochi i ricordi positivi dei 12 mesi appena trascorsi, tantissimi invece i momenti di sofferenza sia fisica che morale, legati alla pandemia del Covid19.

Per chi, come Milano Azzurra, la propria attività è legata principalmente all'aggregazione, alla condivisione, è chiaro che le difficoltà sono state tante ma, nonostante questo non abbiamo voluto fermarci, ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo voluto dare il nostro contributo.

Ne è esempio lampante l'iniziativa "Io mangio campano", che ha voluto aiutare i ristoratori della nostra terra durante il periodo del primo lockdown e che continua ancora per far si che superino questo momento di difficoltà, così come i pasti donati al personale sanitario.

Ma anche la nascita della nostra trasmissione "Un'ora di Milano Azzurra" confluita, poi, grazie alla collaborazione con forzazzurri.net, in Napoletiamoweb2.0.

Noi vogliamo ancora continuare ad essere presenti, non soltanto allo stadio, quando ci sarà possibile, ma essere un punto di riferimento come la nostra ultratrentennale storia insieme.

Prima dei canonici auguri, permetteteci di ricordare due persone che ci hanno da poco lasciato: il primo è il grande Diego, a cui aggiungere qualsiasi altra parola sarebbe superfluo, l'altro è il nostro compagno di avventure Alfonso Cimmino, persona semplice e pacata ma al tempo stesso innamorato in maniera sviscerata del nostro Napoli.

Il nostro augurio sincero è che il 2021 sia l'anno di una rinascita, di una svolta culturale e sociale della nostra umanità, che la tragedia che stiamo vivendo sia da esempio per noi e per le generazioni futuri e ci sia un autentica riscoperta degli autentici valori.

Milano Azzurra 1984