Una storia le cui origini si perdono davvero nella notte dei tempi, quando sia cominciata magari lo ricordano solo i tifosi di una certa età

Quello che i giovanotti hanno ben presente invece, è che tra le due tifoserie non è mai corso buon sangue. In realtà i napoletani sono sempre stato oggetto di cori razziali e offensivi, ed è inutile che ci si appelli e ci si nasconda dietro il tifo. Le offese gratuite e spesso crudeli di cui i napoletani sono sempre stati oggetto vanno oltre la sana competizione.

Una cosa però è certa: le offese non se le sono mai tenute! Si condannano entrambi i comportamenti, in particolar modo quando si sfocia nella becera violenza. Anche se però viene da dire che.... te le tirano proprio dalle mani!!!

In particolare, in molti ricordano la pensata geniale di un tifoso interista che nel marzo del 1990 si arrampicò per esporre uno striscione rosa che recitava: "Hitler, con gli ebrei anche i napoletani". 

Qualcuno era sullo stadio quel giorno a Milano e la violenza si scatenò con forza.

Non hanno mai perso occasione di offendersi e di aspettarsi per regolare i conti. A dicembre del 2018 c'è scappato il morto, Daniele Belardinelli. Il mondo del calcio è strano, sullo stadio di Marassi una parte di tifosi ricorda questo tifoso interista provocando la rottura di un gemellaggio, quello tra Napoli e Genoa che durava da anni.

Emozioni contrastanti difficili da vivere per ogni tifoso azzurro, ma particolarmente sentite da quelli che a Milano e dintorni ci vivono. Poi i tifosi nerazzurri sono in tutta Italia, ma scendere di casa e trovarsi uno striscione che ti offende ha un sapore brutto, amaro.

Un botta e risposta che non si è fermato neanche in questo periodo di pandemia anche se con sentimenti e toni diversi. "Napoletani figli del colera vi mettiamo in quarantena"  è lo striscione apparso a febbraio del 2020 a due passi dal San Siro. La pandemia stava appena facendo vedere i suoi disastrosi effetti ma gli interisti hanno ben pensato di distrarsi offendendo, come se poi gli effetti devastanti del Coronavirus non li avesse affrontati proprio la Lombardia. 

Ci si apprestava a vivere il doppio scontro tra Campionato e Coppa Italia, l'agonismo era alle stelle e l'intelligenza ai minimi storici. Dopo però non è cambiato molto: "Napoli Ultras: la tua Sanità è uguale alla tua mentalità". Mentre la Campania si offriva di aiutare la Lombardia messa in ginocchio dai contagi, con posti letto di terapia intensiva.

E per adesso la storia aspetta: sullo stadio i tifosi azzurri hanno esposto uno striscione di solidarietà verso i morti per Covid, ma l'offerta di tregua non è stata accettata.

Il tifo, i tifosi, vogliono seguire la propria squadra del cuore. Vogliono urlare e gioire. Per far ciò, senza scadere nell'ignoranza e nella cattiveria, basta davvero poco.