Tutto è bene quel che finisce bene. E la vicenda di La Spezia è finita bene per i tifosi della Curva A, molto male per De Laurentiis che dovrà sborsare 50mila euro per pagare la maxi-ammenda inflitta dalla Corte Sportiva d’Appello Nazionale. Ma è davvero finita? Non c’è solo la Giustizia sportiva, infatti, a turbare i sogni dei tifosi azzurri.

Se infatti Napoli-Monza di domenica 21 agosto alle 18.30 si giocherà con l’intero stadio Maradona aperto, inclusa la Curva A, non si escludono altri provvedimenti di carattere amministrativo dopo i fatti di La Spezia.
Il primo banco di prova sarà l’esordio in campionato degli azzurri il giorno di Ferragosto a Verona contro l’odiato Hellas. Lo scorso anno fu una delle trasferte più belle con oltre 3.000 napoletani in curva, il tifo incessante guidato dai gruppi entrati in ritardo con fumogeni e cori. A marzo non si verificarono incidenti, ma i supporters azzurri uscirono dal parcheggio del Bentegodi oltre 2 ore dopo la fine dell’incontro. La trasferta era riservata ai possessori di tessera del tifoso senza limiti geografici.
Ma dopo i fatti di La Spezia qualcosa potrebbe cambiare e non si esclude che già a partire dal match di Verona il Casms possa chiedere il divieto di trasferta per i tifosi residenti in Campania anche se in possesso di tessera del tifoso. Il provvedimento ha già colpito gli ultras napoletani e gli altri supporters residenti sul territorio regionale in tre occasioni durante l’ultimo campionato: nelle due trasferte romane e in quella milanese contro l’Inter.
Quanto deciderà il Viminale in occasione del match di Verona potrebbe essere determinante per capire il grado di severità con il quale le autorità tratteranno i fatti di La Spezia. L’orientamento ribadito dai giudici sportivi è ispirato al non penalizzare intere tifoserie o interi settori per responsabilità di poche persone, peraltro non facilmente attribuibili a questo o quel settore. Ma l’orientamento delle Autorità di Governo potrebbe essere diverso.
La vendita dei biglietti del match dovrebbe partire tra il 4 e il 9 agosto. Per quella data il Viminale dovrebbe aver preso una decisione sulle modalità di vendita.

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