Scatterà subito dopo Pasqua l’operazione futuro. Le tre partite di aprile contro Atalanta, Fiorentina e Roma diranno qualcosa di definitivo sul destino del Napoli di Aurelio De Laurentiis.

Quel che è certo è che non ci saranno cambi di proprietà. Le voci fantasiose sulla cessione del club a fantomatici gruppi internazionali sono prive di ogni fondamento. Il Napoli resterà saldamente nelle mani della famiglia De Laurentiis che però potrebbe vendere il Bari entro la primavera del 2023; i galletti sono in procinto di festeggiare il ritorno in serie B dopo due anni dall’acquisto del club da parte del produttore cinematografico. Dopo il pasticcio Salernitana, la scadenza fissata dalle nuove norme federali prevede la cessione entro il 2024.
Non si esclude che Luigi, reduce dall’esperienza in terra pugliese, possa assumere un ruolo di spicco all’interno del Napoli. Le tre difficili partite della prima metà di aprile dovrebbero certificare la quasi matematica qualificazione alla Champions League che in realtà potrebbe arrivare già nel pomeriggio di domenica 3 aprile in caso di risultato positivo a Bergamo.

La conquista della Champions League e il flusso di denaro che ne deriverà consentirà al club di privarsi probabilmente di uno solo dei giocatori patrimonio (l’indiziato principale è Fabian Ruiz) conservando in rosa i tre big africani Koulibaly, Osimhen e Anguissa che dovrebbe essere riscattato.
Si ripartirà ovviamente dalla riconferma di Luciano Spalletti che sarà impegnato quindi su due fronti caldi, un campionato in cui la Juventus potrebbe essere nuovamente competitiva dall’inizio e una Champions League che si spera riservi un sorteggio meno complicato degli ultimi.
Sul mercato il Napoli cercherà un portiere che sostituirà il partente Ospina e un attaccante nell’ipotesi in cui Mertens non rinnovi il contratto seguendo il destino di Lorenzo Insigne. Ma è chiaro che con due competizioni così impegnative la rosa di titolarissimi andrà allargata grazie ai soldi provenienti dalla Champions e dalla cessione di Fabian.

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