Tornano gli abbonamenti annuali nel campionato di calcio dopo due anni di totale assenza. Nel corso di quest’anno alcuni club hanno previsto alcuni mini-abbonamenti di 4 o 5 partite.

Il vento sta cambiando anche perché il Governo ha cambiato atteggiamento nei confronti dell’emergenza sanitaria. Dal 1° aprile negli stadi italiani torna la capienza al 100% dopo varie fasi al 50%, l’autunno al 75%, l’assurdo blocco a 5.000 spettatori a gennaio e il ritorno prima al 50% il 5 febbraio e poi al 75% a fine febbraio.

Nella prossima stagione, dunque, alcuni club torneranno a vendere le tessere stagionali. E’ probabile che lo facciano però solo per il 50% o al massimo il 75% dei posti disponibili. Ad esempio, allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli potrebbero essere messi in vendita non più di 25.000 abbonamenti (quindi con una riduzione al 50% dei posti dei settori di casa). Nonostante i brillanti risultati della squadra di Spalletti, la soglia appare difficilmente raggiungibile.
I problemi potrebbero porsi soprattutto a San Siro dove l’Inter e il Milan negli anni scorsi hanno superato ampiamente i 30.000 abbonati; nell’ultima stagione iniziata normalmente, il campionato 2019/2020, i nerazzurri arrivarono addirittura a quota 41.000, più del 50% dei posti riservati ai settori di casa, cioè 76.000 secondo la capienza ufficiale del Meazza.
Problemi gravi in tal senso ci sarebbero anche per la Juventus: la capienza dall’Allianz Stadium per i settori di casa è di poco meno di 40.000 posti; nell’ultima stagione i bianconeri hanno totalizzato 27.000 tessere, poco meno del 75% del totale.

I club vogliono comunque usare la prudenza: dopo le follie degli ultimi due anni e le misure restrittive da molti giudicate inutili, inefficaci e senza criterio, si vuole evitare di incorrere in polemiche e necessità di rimborsare i tifosi. In molte città alcuni degli abbonati 2019/2020, dopo essere stati rimborsati, godono ancora di diritti di prelazione per 48 ore sui biglietti delle partite interne come segno di riconoscimento per una fedeltà estrema, mortificata dalla decisione di giocare per un anno e mezzo a porte chiuse.

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