Il Napoli potrebbe essere penalizzato di un punto da scontare in questa stagione nella remota ipotesi che, anche sotto l’ondata di malcontento mediatico, venisse riaperto il procedimento sulle plusvalenze che riguarda il club azzurro già prosciolto precedentemente per il caso Osimhen.

A spiegarlo bene è stato, con un brillante e illuminante post su Facebook, l’avvocato Ferruccio Fiorito, peraltro noto negli ambienti del giornalismo sportivo. “Alla Juve sono stati tolti 15 punti perché sono stati accertati, al di là di ogni ragionevole dubbio, 15 casi di plusvalenze illegittime, e i giudici avrebbero deciso di comminare 1 punto di penalità per ogni plusvalenza illegittima“, ha scritto Fiorito (nella foto qui a destra) che ha spiegato il decisivo peso nella vicenda delle intercettazioni relative all’inchiesta “Prisma” sui bilanci nelle quali alcuni dirigenti juventini ammetterebbero le responsabilità.

Nel caso Osimhen, sul quale si è discusso a causa di alcune valutazioni “anomale” di diversi giovani calciatori, manca la prova contraria dell’illiceità dell’operazione oltre ogni ragionevole dubbio. Se emergessero nuovi dettagli e il procedimento venisse riaperto, il Napoli non rischierebbe più di un punto di penalizzazione (ammesso che venisse mai inflitta) essendo quello del nigeriano un caso isolato (in cui rischierebbe maggiormente il Lille) e non un “sistema” come quello bianconero.
Anche nel caso della Juve inizialmente tutto era stato archiviato – ha aggiunto Fiorito nel post – appunto perché la plus valenza di per sé è legittima e infatti i difensori della Juve (ma anche Giletti in un video…) si dolgono che l’ormai famoso principio del “ne bis in idem” (cioè nessuno può essere processato una seconda volta per lo stesso reato), non sarebbe stato rispettato. Probabilmente non è così, in quanto è sempre prevista la revisione di un processo, laddove emergano elementi nuovi, non conosciuti e quindi ignorati al momento del primo processo; proprio come accaduto nel caso di specie“.

Quindi, nonostante le becere polemiche a mezzo social da parte di molti juventini (alcuni dei quali noti), non ci sarebbe nessuna attinenza soprattutto in termini quantitativi tra le vicende illecite riguardanti il club già presieduto da Andrea Agnelli e il Napoli di De Laurentiis. E le mancate punizioni per gli altri club coinvolti sarebbero determinate dall’assenza di nuovi indizi e di nuove prove a carico dei rappresentanti di tali società.

 

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