Una grande rimonta che permette di “espugnare” il Maradona dopo quasi due mesi. La firma ancora Victor Osimhen con la seconda doppietta consecutiva.
Dopo un primo tempo scialbo, nel quale l’Udinese chiude meritatamente in vantaggio con il gol di Deulofeu, gli azzurri cambiano registro nella ripresa. Spalletti per la prima volta anticipa i cambi e fa entrare Mertens già al 46′ al posto di Fabian Ruiz.
Dopo 7 minuti arriva il pareggio di Osimhen che sfrutta un’ottima punizione di Mario Rui e insacca di testa sul filo del fuorigioco. Passano pochi minuti e una combinazione tra Politano e Di Lorenzo mette ancora il nigeriano davanti alla porta per il gol del 2-1. La corsa sotto la curva A, l’abbraccio coi compagni e con i tifosi hanno il sapore della liberazione dopo i punti persi al Maradona con le milanesi.
L’espulsione di Pablo Marì, cacciato via dal severo Fournier per un’entrata da karate su Zielinski, facilita il compito degli azzurri. Che però non la chiudono e soffrono tanto nel finale. L’Udinese ci prova: Osimhen prende la palla con la mano mentre si fionda a terra in modo scomposto e viene ammonito; così come Rahmani salterà la trasferta di Bergamo dopo la pausa. Potrebbe mancare anche Di Lorenzo, uscito malconcio e sostituito da Zanoli; a rischio pure l’impegno a Palermo con la Nazionale di Mancini. Ma se si vuole centrare l’obiettivo grosso è il momento di andare oltre gli uomini; per quello standard mancano 12 punti, cioè quattro vittorie.
Se n’è accorto pure il folto pubblico di Fuorigrotta: in 40.000 hanno spinto la squadra verso la rimonta. Commozione in Curva B dove è stata ricordata la figura di Pasquale D’Angelo a 7 anni dalla tragica morte durante una trasferta del Napoli a Mosca. Per fare i punti che servono nelle ultime otto partite servirà la spinta di tutti. E oggi c’è stata.

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